Avete ADSL della Telecom?

Allora provate a visitare il sito http://www.spambotsecurity.com/ (non lo linko per motivi che spiegherò fra poco, intanto fate copia-incolla, grazie).

Verrete accolti da una simpatica schermata che vi informa sostanzialmente che l’accesso al sito è bloccato perché il vostro host (Telecom Italia) è indicato come “tollerante nei confronti degli spammer“. Nel frattempo vengono loggati tutti i vostri dati, incluso il sito di provenienza.

Questo si verifica anche con altri siti che implementino questo controllo di sicurezza.

Che dire? Grazie, Telecom!!

(Java)Script da evitare

Una categoria di script che proprio non riesco a sopportare è quella che impedisce il download di un’immagine da una pagina web tramite il classco “clic destro”, facendo leva sul copyright o comunque sul divieto di divulgazione dell’immagine.

Alcuni esempi sono le fotogallery di Repubblica.it, siti di news in genere o di fotografia. In particolare Repubblica.it applica il meccanismo anche alle gallerie con le foto dei lettori, prendendone quindi i diritti esclusivi. Ma tu guarda se non posso scaricarmi le foto dell’alluvione di Vicenza! A parte il fatto che disabilitando del tutto il clic destro mi si impedisce di accedere anche ad altri comandi, diversi da “Salva immagine”.

La soluzione (per l’utente) è usare Firefox con l’estensione NoScript (info) e vietare il sito in oggetto; oppure fare drag & drop dell’immagine direttamente in una cartella (con Firefox funziona); oppure ancora fare uno screenshot (consiglio MWSnap per Windows, il buon vecchio Gimp o l’ottimo Shutter per Linux). Update: in alcuni casi bloccare gli script è inutile, il drag&drop non funziona e fare degli screenshot, magari a 20 foto, non è una soluzione accettabile. Una situazione del genere si presenta, per esempio, quando vogliamo salvare alcune immagini da Flickr e il download è disattivato (perché impedirlo, comunque?). Basta usare Firefox, accedere a “Visualizza informazioni pagina” (con clic-destro sulla pagina) e scegliere il tab “Media”: potremo così accedere a tutte le immagini linkate dalla pagine, e salvarle comodamente.

La soluzione (per il publisher) potrebbe essere quella di eliminare questi fastidiosi script in favore di un watermark delle immagini (possibilmente non troppo invasivo) con le informazioni di copyright del caso. Non è così complicato, giusto?

Cultura da quiz

Guardare qualche programma TV di quiz può essere istruttivo per capire il livello culturale medio di chi vi partecipa. Per esempio da l’Eredità e similari si può apprendere che alcuni concorrenti credono che:

  • il Paradiso di Dante abbia 300 versi in tutto, e che l’Iliade ne abbia 15;
  • gli aeromodelli si facciano con il legno di rovere;
  • l’inizio de I promessi sposi sia da collocare nel 1300;
  • il flauto traverso abbia la stessa forma a pipa del sassofono;
  • ecc. ecc.

Ma non hanno alcun dubbio su quale sia il primo movimento della macarena.

Convertire miglia in chilometri con la serie di Fibonacci

Sembra interessante, no? 🙂 Forse non è proprio la via più immediata per farlo, ma merita comunque un piccolo approfondimento. L’articolo originale su questo argomento si trova qui, ve ne presento una libera traduzione.

Consideriamo due numeri consecutivi della serie di Fibonacci: per esempio, 5 ed 8. Abbiamo finito: 5 miglia sono circa 8 chilometri. Un altro esempio? 21 e 34: 21mi sono più o meno 34km.

Se devo convertire un numero che non fa parte della serie di Fibonacci, è sufficiente esprimerlo come somma di numeri di Fibonacci e “convertire” ogni numero separatamente. 100 = 89 + 8 + 3. Ora, il numero di Fibonacci che segue 89 è 144, quello che segue 8 è 13 e quello che segue 3 è 5. Morale della favola: 144 + 13 + 5 = 162 km, con uno scarto <1% dalla conversione esatta pari a 160.93 km.

La motivazione di tutto ciò sta nel fatto che il rapporto fra due numeri di Fibonacci consecutivi tende alla sezione aurea, pari approssimativamente a 1.618.  Guarda caso, ci sono 1.609 chilometri in un miglio 😉

C’era una volta l’organista…

Riporto questo testo, tratto da “Organo Pleno” e “Full Swell” di Gordon Reynolds, ed. Novello, non potendo non sottolineare la sua attualità, anche qui in Italia…

Ai vecchi tempi gli organisti erano uomini dalla faccia granitica ed era un atto di temerarietà anche solo rivolgergli la parola: a quei tempi infatti, si supponeva che l’organista conoscesse meglio di chiunque altro quali musiche suonare e come suonarle. Nessun parroco, nessun ministrante osava guardare quegli occhi e dire “un tono sotto per la Salve Regina e alla fine la Marcia del Lulli”, perché l’organista avrebbe risposto: “In questo caso la predica durerà esattamente quattro minuti e mezzo, non ci saranno noiose ripetizioni di testo né la solita ridicola conclusione”.

Ma come abbiamo fatto a lasciare che questo sano rispetto andasse perduto? Come siamo potuti arrivare ad una situazione in cui gli sposi, quando scelgono le musiche, chiedono delle cose tipo “Vorremmo la fuga di Beethoven, sa quella che fa tatatatatata”.

Ci siamo forse lasciati lusingare da coloro che ci chiedevano “Ci suona il Largo di Haendel”?

Ci dev’essere stato ad un certo punto qualche asino che ha accettato di suonarlo e da allora i barbari ci hanno messo sotto i piedi.

Piccolo vocabolario dell’organista

tratto da “Organo Pleno” e “Full Swell” di Gordon Reynolds, ed. Novello

Questo elenco riporta solo alcune delle parole utilizzate più frequentemente dagli organisti; altre, anche in un’epoca permissiva, hanno dovuto essere omesse…

  • Assenza: la sola qualità normalmente riconosciuta all’organista
  • Bambini (del coro): alternativa di ripiego alle donne
  • Concerto: è un’esibizione dell’organista preceduta da prove, caratterizzate normalmente dai seguenti fatti: il sacrestano usa l’aspirapolvere; il parroco vaga per la chiesa spostando panche per cercare un gatto che è entrato abusivamente; uno studente della locale scuola di musica sale all’organo per chiedere se è permesso esercitarsi
  • Cori: sono di due tipi, educati e selvaggi. È un punto ancora dibattuto se per l’organista (leggi anche direttore) valga la pena di cercare di trasformare i secondi in primi poiché, anche se il suono è migliore, non è poi in grado di apprezzarlo poiché gli è venuta l’ulcera
  • Donne (del coro): alternativa di ripiego ai ambini
  • Gira!: parola normalmente detta dall’organista al voltapagine dopo aver inutilmente fatto cenni frenetici con la testa perché costui si è distratto. Se oltretutto si è anche allontanato un po’ per guardare dalla balconata, l’organista impara a diventare compositore
  • No! Indietro, indietro, indietro: è il numero massimo di volte che si può ripetere questa parola al voltapagine prima che sia troppo tardi. L’organista con molti anni di esperienza ha imparato ad improvvisare mentre il voltapagine raccoglie i fogli
  • Piedi: molti organisti li usano entrambi; un buon organista fa pochi danni con il suo piede destro
  • Riscaldamento: nelle chiese vi sono tre tipi di riscaldamento: insufficiente, eccessivo e variabile. Tutti e tre sono la causa principale del deperimento di organi e organisti.
  • Tenori: articolo per cori normalmente disponibile in due versioni: troppi e troppo pochi. Si fanno notare durante il canto per una pratica detta tempo rubato.

Risparmio energetico

A proposito di risparmio energetico, avrete tutti presente la raccomandazione di spegnere, quando possibile, i dispositivi muniti di led per lo standby, se inutilizzati.

Certamente un accorgimento utile, ma dopo aver visto Times Square, a New York, di notte… ci si rende conto che c’e’ ben altro da fare, e su larga scala! Altro che le lucine dello standby… Continua a leggere

Il vero SPAM!

Ho ricevuto per posta ordinaria una lettera che, prima di cestinare in quanto indesiderata (quindi spam), ho fotografato perché per ironia della sorte il mittente è tale SPAM srl… Ottima la scelta del nome, visto anche il tipo di lettere che spediscono!! 🙂