Struttura
Esistono due tipi di pianoforti: il pianoforte a coda e -nato più tardi- il pianoforte verticale.
In un pianoforte si possono distinguere quattro parti:
- la cassa
- la cordiera
- la tastiera
- i pedali
La cassa è, se mi passate il termine, la "carrozzeria" del pianoforte, il suo involucro esterno. Essa contiene le corde e tutti i meccanismi atti a produrre il suono di cui si è parlato poc'anzi. Nel pianoforte a coda è orizzontale, a forma d'arpa, e poggia su tre gambe, mentre nel pianoforte verticale è rettangolare e disposta, come si può immaginare, verticalmente.
La cordiera comprende tutte le corde, il telaio che le sostiene e le mantiene tese, e la tavola armonica, costituita di legno d'abete, la quale ha lo scopo di risaltare la vibrazione delle corde mediante il fenomeno della risonanza.
Le corde sono di acciaio: nel registro grave c'è una corda per nota; via via che si sale verso la regione acuta le corde passano a due per nota, ed infine a tre. Le corde delle note più basse sono rivestite di rame.
Particolare delle corde nel registro grave |
Particolare delle corde nel registro medio-acuto |
| Nella parte superiore delle foto (scattate dall'alto) si vedono, in parte, gli smorzatori; sotto le corde si intravede la meccanica. |
|
Il compito di sorreggere le corde e di mantenerle ben tese è affidato ad un'armatura metallica (il telaio). Un capo delle corde è attaccato a delle piccole caviglie (nell'estremità opposta alla tastiera, in un pianoforte a coda), mentre l'altro è avvolto su strutture metalliche dette pironi (di cui si vede un particolare nella foto a destra). I pironi sono conficcati nel cosiddetto pancone, collocato nella parte anteriore della cassa. Agendo sui pironi tramite apposite chiavi è possibile tendere o rilassare le corde, e variarne di conseguenza il suono (accordatura).
La tastiera
La tastiera comprende i tasti e tutto il meccanismo da essi azionato. Il principio su cui si basa il funzionamento dei tasti è quella della leva: abbassando con il dito la parte anteriore del tasto, accade che la parte posteriore si solleva e dà luogo ad una serie di meccanismi attraverso i quali il martelletto percuote la corda.
In dettaglio, quando la parte posteriore si solleva lo scappamento dà la spinta al martelletto (che, una volta colpita la corda, ritorna indietro); contemporaneamente, lo smorzatore si discosta dalla corda permettendole di vibrare.
Una normale tastiera è costituita da ottantotto tasti (poco più di sette ottave), anche se alcuni pianoforti possono avere un'estensione maggiore. Qualche decennio fa i tasti erano ottantacinque: infatti non c'erano gli ultimi tre tasti della regione acuta (la diesis -o si bemolle...-, si, do)
I pedali
I pedali sono di solito due; nei pianoforti verticali e in alcuni pianoforti a coda sono 3.
Il pedale posto a destra alza tutti gli smorzatori e serve per "prolungare" a piacere i suoni.
Il pedale a sinistra permette di suonare più piano, attraverso due meccanismi differenti per i pianoforti a coda e verticali. Nei verticali, abbassando questo pedale si avvicinano tutti i martelletti alle corde: la distanza che deve fare il martelletto per colpire la corda è minore e ne risulta un suono meno forte (a parità di tocco). Nei pianoforti a coda, il pedale del piano sposta l'intera tastiera verso destra in modo che i martelletti colpiscano una sola delle tre corde che compongono una nota: il suono risulta attenuato, in modo più efficace rispetto ad un pianoforte verticale.
Per quanto riguarda il terzo pedale, ci sono ancora differenze fra pianoforti a coda e pianoforti verticali. Nei pianoforti verticali è la "sordina": azionandola, non si fa altro che abbassare un panno di feltro davanti ai martelletti. Il suono prodotto è molto smorzato. Nei pianoforti a coda questo pedale (pedale tonale) mantiene sollevati gli smorzatori solo dei tasti premuti nell'istante dell'azionamento del pedale, permettendo all'esecutore di prolungare la durata di alcuni suoni, indipendentemente dagli altri.