C’era una volta l’organista…

Riporto questo testo, tratto da “Organo Pleno” e “Full Swell” di Gordon Reynolds, ed. Novello, non potendo non sottolineare la sua attualità, anche qui in Italia…

Ai vecchi tempi gli organisti erano uomini dalla faccia granitica ed era un atto di temerarietà anche solo rivolgergli la parola: a quei tempi infatti, si supponeva che l’organista conoscesse meglio di chiunque altro quali musiche suonare e come suonarle. Nessun parroco, nessun ministrante osava guardare quegli occhi e dire “un tono sotto per la Salve Regina e alla fine la Marcia del Lulli”, perché l’organista avrebbe risposto: “In questo caso la predica durerà esattamente quattro minuti e mezzo, non ci saranno noiose ripetizioni di testo né la solita ridicola conclusione”.

Ma come abbiamo fatto a lasciare che questo sano rispetto andasse perduto? Come siamo potuti arrivare ad una situazione in cui gli sposi, quando scelgono le musiche, chiedono delle cose tipo “Vorremmo la fuga di Beethoven, sa quella che fa tatatatatata”.

Ci siamo forse lasciati lusingare da coloro che ci chiedevano “Ci suona il Largo di Haendel”?

Ci dev’essere stato ad un certo punto qualche asino che ha accettato di suonarlo e da allora i barbari ci hanno messo sotto i piedi.

Piccolo vocabolario dell’organista

tratto da “Organo Pleno” e “Full Swell” di Gordon Reynolds, ed. Novello

Questo elenco riporta solo alcune delle parole utilizzate più frequentemente dagli organisti; altre, anche in un’epoca permissiva, hanno dovuto essere omesse…

  • Assenza: la sola qualità normalmente riconosciuta all’organista
  • Bambini (del coro): alternativa di ripiego alle donne
  • Concerto: è un’esibizione dell’organista preceduta da prove, caratterizzate normalmente dai seguenti fatti: il sacrestano usa l’aspirapolvere; il parroco vaga per la chiesa spostando panche per cercare un gatto che è entrato abusivamente; uno studente della locale scuola di musica sale all’organo per chiedere se è permesso esercitarsi
  • Cori: sono di due tipi, educati e selvaggi. È un punto ancora dibattuto se per l’organista (leggi anche direttore) valga la pena di cercare di trasformare i secondi in primi poiché, anche se il suono è migliore, non è poi in grado di apprezzarlo poiché gli è venuta l’ulcera
  • Donne (del coro): alternativa di ripiego ai bambini
  • Gira!: parola normalmente detta dall’organista al voltapagine dopo aver inutilmente fatto cenni frenetici con la testa perché costui si è distratto. Se oltretutto si è anche allontanato un po’ per guardare dalla balconata, l’organista impara a diventare compositore
  • No! Indietro, indietro, indietro: è il numero massimo di volte che si può ripetere questa parola al voltapagine prima che sia troppo tardi. L’organista con molti anni di esperienza ha imparato ad improvvisare mentre il voltapagine raccoglie i fogli
  • Piedi: molti organisti li usano entrambi; un buon organista fa pochi danni con il suo piede destro
  • Riscaldamento: nelle chiese vi sono tre tipi di riscaldamento: insufficiente, eccessivo e variabile. Tutti e tre sono la causa principale del deperimento di organi e organisti.
  • Tenori: articolo per cori normalmente disponibile in due versioni: troppi e troppo pochi. Si fanno notare durante il canto per una pratica detta tempo rubato.

Risparmio energetico

A proposito di risparmio energetico, avrete tutti presente la raccomandazione di spegnere, quando possibile, i dispositivi muniti di led per lo standby, se inutilizzati.

Certamente un accorgimento utile, ma dopo aver visto Times Square, a New York, di notte… ci si rende conto che c’e’ ben altro da fare, e su larga scala! Altro che le lucine dello standby… Leggi tutto “Risparmio energetico”