Pessimo inglese nelle traduzioni

Troppo spesso capita di notare come certe traduzioni dall’italiano all’inglese (per esempio su cartelli di interesse turistico, manuali, confezioni) siano fatte nientemeno che da incompetenti: nel migliore dei casi, da traduttori automatici.

Così, quando ho sottomano una fotocamera digitale, non manco di immortalare queste opere d’arte, “a futura memoria”…

Iniziamo con un paio di cartelli di un parcheggio sul lago di Caldonazzo:

… un impensabile esempio di traduzione verbatim (“parking to payment” è veramente encomiabile), corredato da un “from… to…” che, in senso temporale, sarebbe stato meglio tradurre “from… until…” (ma questa è una raffinatezza, in confronto alla precedente).

Quest’ultimo esempio prosegue la prassi della traduzione parola per parola (“legible from outside”).

Concludo questa rassegna con un altro cartello, situato presso il Forte delle Benne (ex forte austriaco sul fianco sinistro della Valsugana, sopra Levico Terme).

Un “strictly it is prohibited” che non sta né in cielo né in terra, “structure” al posto di “building”, un giro di parole (“to enter to the inside of…”) che poteva essere evitato semplicemente con “to enter inside the building”. Il tutto si poteva tradurre con “Entering inside the building is strictly prohibited”.

La mia opinione è che, soprattutto in località turistiche come queste, si potrebbe fare qualcosa di meglio. Ci vuole tanto a fare almeno controllare i testi a qualcuno che sappia la lingua?

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