Un errore che ha del clamoroso: Facebook che sbaglia a scrivere Facebook su una delle sue pagine!!

fabebook_mc

Provate anche voi: basta cercare di aggiungere qualcuno quando non si è loggati.

 

Uso emacs ormai da anni sotto Linux e finalmente mi sono deciso ad usare un editor di testi serio anche sotto Windows. Ecco alcune note, a mo’ di diario di bordo, sulla sua installazione e configurazione.

L’installazione è molto semplice: basta scaricare l’archivio appropriato (i binari precompliati per Windows sono del tipo emacs*bin-i386.zip) e dezipparlo in una qualsiasi cartella (purché preferibilmente non contenga spazi: ad esempio C:\Programmi\emacs-22.3). In teoria abbiamo finito, ma se vogliamo aggiungere le chiavi di registro e i collegamenti al menu Start, bisogna eseguire addpm.exe nella sottocartella bin.

La prossima azione è la configurazione delle nostre preferenze. Sotto Linux, il file di configurazione (init file) di emacs è il “dot emacs”, cioè il file .emacs nella home dell’utente. Dove caspita si troverà sotto Windows? :-) Ci sono diverse strade da seguire.

  • La più semplice (per Emacs 22+) è creare un file init.el dentro %APPDATA%\.emacs.d, che è la home di default per emacs sotto Windows.
  • In alternativa, impostiamo la variabile d’ambiente HOME ad una cartella di nostra scelta e creiamo lì dentro un file .emacs o meglio _emacs (che è Win-compatibile :-) )

Un’impostazione che trovo utile è poter riaprire i file (buffer) aperti nell’ultima sessione: per fare questo basta aggiungere nell’init file la riga

(desktop-save-mode 1)

Letture consigliate:

 

Allora provate a visitare il sito http://www.spambotsecurity.com/ (non lo linko per motivi che spiegherò fra poco, intanto fate copia-incolla, grazie).

Verrete accolti da una simpatica schermata che vi informa sostanzialmente che l’accesso al sito è bloccato perché il vostro host (Telecom Italia) è indicato come “tollerante nei confronti degli spammer“. Nel frattempo vengono loggati tutti i vostri dati, incluso il sito di provenienza.

zblock

Questo si verifica anche con altri siti che implementino questo controllo di sicurezza.

Che dire? Grazie, Telecom!!

 

Una categoria di script che proprio non riesco a sopportare è quella che impedisce il download di un’immagine da una pagina web tramite il classco “clic destro”, facendo leva sul copyright o comunque sul divieto di divulgazione dell’immagine.

Alcuni esempi sono le fotogallery di Repubblica.it, siti di news in genere o di fotografia. In particolare Repubblica.it applica il meccanismo anche alle gallerie con le foto dei lettori, prendendone quindi i diritti esclusivi. Ma tu guarda se non posso scaricarmi le foto dell’alluvione di Vicenza! A parte il fatto che disabilitando del tutto il clic destro mi si impedisce di accedere anche ad altri comandi, diversi da “Salva immagine”.

La soluzione (per l’utente) è usare Firefox con l’estensione NoScript (info) e vietare il sito in oggetto; oppure fare drag & drop dell’immagine direttamente in una cartella (con Firefox funziona); oppure ancora fare uno screenshot (consiglio MWSnap sotto Windows e il buon vecchio Gimp in ambiente Linux).

La soluzione (per il publisher) potrebbe essere quella di eliminare questi fastidiosi script in favore di un watermark delle immagini (possibilmente non troppo invasivo) con le informazioni di copyright del caso. Non è così complicato, giusto?

 

Guardare qualche programma TV di quiz può essere istruttivo per capire il livello culturale medio di chi vi partecipa. Per esempio da l’Eredità e similari si può apprendere che alcuni concorrenti credono che:

  • il Paradiso di Dante abbia 300 versi in tutto, e che l’Iliade ne abbia 15;
  • gli aeromodelli si facciano con il legno di rovere;
  • l’inizio de I promessi sposi sia da collocare nel 1300;
  • il flauto traverso abbia la stessa forma a pipa del sassofono;
  • ecc. ecc.

Ma non hanno alcun dubbio su quale sia il primo movimento della macarena.

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