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Johann Sebastian Bach

Bach, Johann Sebastian (Eisenach, 1685 - Lipsia, 1750)

Benché Bach sia il simbolo stesso dello stile tardo-barocco, la sua fama durante la sua vita fu estremamente ridotta; infatti egli era più apprezzato come esecutore (clavicembalista, organista) e meno conosciuto come compositore, sia perché diede alle stampe pochissimi suoi lavori, sia perché lavorò in centri piuttosto piccoli.

Nel 1737 un critico musicale, Scheibe, pubblica sulla rivista "Il critico musicale" un saggio su Bach, nel quale lo accusa di non essere un musicista al passo con i tempi, perché troppo contrappuntistico, ampolloso, cerebrale. Bach reagisce: non cambiando stile, ma radicalizzando le sue posizioni razionalistiche; le sue ultime opere sono di carattere "scientifico", tendenti ad arrivare al segreto del contrappunto. Sono di questo periodo le grandi ricerche contrappuntistiche come L'arte della fuga e L'offerta musicale, e musiche che mirano ad una simmetria interna (Le variazioni Goldberg).

I figli di Bach seguirono tutti lo stile galante, mentre loro padre venne ignorato per molto tempo, dopo la sua morte - almeno a livello di gente comune; infatti sia Mozart che Beethoven conobbero la sua musica. Nel Romanticismo sia i poeti che gli scrittori cominciarono ad amare Bach, esaltandolo come musicista religioso e contemplando il suo contrappunto.

Il definitivo rilancio di Bach si deve a Felix Mendelssohn che, nel 1829, eseguì pubblicamente la Passione secondo S. Matteo. Questo fu il principale avvenimento che portò al recupero anche di altre composizioni, fenomeno che culminò nel 1850 con la fondazione della Società Bach-Gesellschaft, la quale cominciò a pubblicare opere complete di Bach.

Catalogazione delle opere

La produzione musicale di Bach è vastissima (più di mille opere) e copre praticamente tutti i generi musicali dell'epoca.

La catalogazione delle opere di Bach, a differenza di quella adottata per le composizioni -ad esempio- di Beethoven, Mozart o Haydn, non si basa su un criterio né cronologico né settoriale.
La numerazione delle opere di Mozart (K1, K2, ecc.) si basa sul catalogo redatto nel 1862 da L. von Köchel ed è di tipo cronologico. Similmente, il catalogo adottato per Haydn (per es. Hob. XVI/6) va per settori, all'interno dei quali si è cercato un ordine cronologico.

Per quanto riguarda Bach, la numerazione delle sue opere è accompagnata dalla sigla BWV (Bach-Werke-Verzeichnis); all'interno di alcuni blocchi (come le Cantate, le Passioni, le Suites) essa procede con continuità, ma, ad esempio, la Cantata BWV 106 è giovanile, mentre la Cantata BWV 5 è di un periodo successivo.

Come spiegare questo fenomeno?

Bach cominciò a scrivere cantate in gioventù, ma dal 1723 in poi fu obbligato, in qualità di Cantor a Lipsia, a scriverne molte (ogni domenica andava eseguita una cantata diversa). Si pensava quindi che, se Bach eseguiva una cantata nel 1740, la cantata fosse di quell'anno. Invece è risultato che a Lipsia Bach ha lavorato molto all'inizio (i primi 3-4 anni), e poi ha riutilizzato sue composizioni precedenti. Ciò significa che Bach non ha sempre scritto musica sacra dal '23 fino alla morte, ma ad un certo punto ha cominciato a ...come dire... "rifilare" ai fedeli della musica "vecchia", dedicandosi nel frattempo ad altri lavori.

Visione "artigianale" della musica

Nel '700 il musicista era visto come una figura più vicina al servo che non all'intellettuale; basti pensare che il frac è una versione modificata dell'allora divisa dei camerieri.

Il musicista normale era musicista di corte (al servizio di un principe), oppure musicista di cappella: poteva essere alle dipendenze della chiesa o della città, o di entrambe.

Bach non costituì un'eccezione a questa regola: nel 1717 si sposta a Cöthen al servizio di un principe calvinista. Dato che i calvinisti non amavano la musica sacra "grande", Bach smette di comporre cantate e scrive molta musica cerimoniale di corte, musica virtuosistica (violino, flauto, liuto), le suites francesi ed inglesi per cembalo.

Dal 1723 alla morte (1750) Bach fu Cantor nel collegio di S. Tommaso a Lipsia. Tale carica era particolarmente onerosa: Bach doveva curare l'istruzione musicale degli allievi e la disciplina, organizzare le prove, istruire e dirigere il coro, preparare le parti dell'orchestra, insegnare latino e religione (per questo pagò un supplente...). Inoltre, come già accennato in precedenza, doveva fornire una cantata per ogni domenica dell'anno, senza contare le molte altre occasioni che potevano richiedere una cantata.

Anche se Bach fu un artigiano della musica, non accettò mai di svendersi: a Cöthen esigeva musicisti abili, a Lipsia faceva loro un esame preliminare; quando, sempre a Lipsia, cambiò il direttore del collegio (che voleva dare spazio alle materie scientifiche), Bach -che era un tipo scontroso- litigò perché voleva avere più spazio: non avendolo ottenuto, si occupò d'altro (per esempio, scrisse gli 8 concerti per clavicembalo ed orchestra...).

Aspetto didattico

Bach scrisse delle musiche per i (non pochi) figli, onde guidare la loro crescita musicale, e per la moglie.

Le invenzioni a due e a tre voci sono fatte per insegnare come si muovono le voci; anche il Clavicembalo ben temperato è un'opera didattica. L'Orgelbüchlein è scritto per insegnare ad un organista "principiante" come si scrive un corale e come si usa il pedale.

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